Nel passato in ogni cultura umana si sono sviluppate ampie produzioni mitologico-fantastiche sulla aldilà della vita terrena in risposta alle domande sul fondamento e il senso dell’esistenza umana che il termine perentorio della morte poneva.
Le stesse permettevano inoltre di rendere significativi e perciò comprensibili i molteplici fenomeni di natura e suggestione parapsicologica che non di rado costellano l’approssimarsi e l’immediato prosieguo dell’evento di lutto.
Con l’inizio dell’era moderna tutto questo immaginario ha iniziato ad assottigliarsi ed è ora a rischio di scomparsa, con grave danno alla sensibilità umana nei confronti della morte e, conseguentemente, nei confronti della vita in cui inevitabilmente si riflette, non solo negli scavi della crisi e della sofferenza, ma anche nella dialettica stessa del pensiero.
Il cinema, gemello della psicoanalisi, ha raccolto questa istanza conservandone la memoria e riproponendola con nuove iconografie simboliche compatibili con lo spirito del tempo, contribuendo altresì a tenerlo ancorato all’umano.
Compito di queste giornate di studio è individuare le metafore di base che strutturano questi immaginari, in modo da produrre quel senso nuovo idoneo a superare i grandi cambiamento epocali e l’attuale situazione di limite che l’umanità sta affrontando in questo momento.
Nello specifico, l’obiettivo che si intende raggiungere è duplice:
Per tutte le professioni medico-sanitarie: sviluppare il maggior grado di attenzione e sensibilità possibili nei confronti del morente e della problematica del trapasso (grande morte), per accoglierne in pieno le inestimabili consegne.
Per le professioni psicoterapeutiche in particolare: risensibilizzare l’empatia nei confronti del paziente nelle situazioni di crisi (piccola morte), al fine di aiutarlo con maggior efficacia a elaborare i suoi lutti e a trascendere il confine imposto a un ulteriore divenire.
I nuclei tematici, che saranno trattati in parallelo alle scene filmiche selezionate, sono i seguenti:
- Fenomenologia degli stati di coma
- Morte come passaggio e oltrepassamento
- Il destino dei legami e dell’attaccamento
- Il carattere transizionale della dimensione fantasmatica
- L’orizzonte del giudizio e della riparazione
- Tra memoria, ricordo e oblio
- Il rapporto “indissolubile” tra dimora e presenza
- La chiusura narcisistica e l’apertura intersoggettiva
- La morte come discontinuità e continuità della vita
- La necessità di una vita altra, diversa.
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