bartolinite 25 Aprile 2009
Posted by ely in : apparato uro-genitale , 2 commentsBartolinite: ascesso alla ghiandola del Bartolini, è una delle forme ascessuali più fastidiose e dolorose che ci siano. Si tratta di una piccola ghiandola, situata nel contesto delle piccole labbra, che secerne il liquido che serve per lubrificare la vagina, che si gonfia e fa un male notevole.
Quando una mattina al risveglio ho accusato dolore e notato il rigonfiamento ho subito capito di cosa si trattasse perché qualche anno fa anche mia sorella ha avuto lo stesso problema. Nel pomeriggio si era notevolmente ingrossata e, nei giorni successivi, nonostante gli antibiotici prescrittimi dalla ginecologa, l’ascesso non accennava a regredire.
Così ho dovuto sottopormi ad una incisione con il conseguente lungo periodo di medicazioni ripetute, indispensabili per evitare un’altra infezione.
I medici dicono che capita, non è chiara la causa, si sa che il condotto che unisce la ghiandola alla vagina si ottura e non avendo possibilità di scarico si incista e si infetta.
Da qualche anno mi sono abituata a cercare di capire il senso dei messaggi che arrivano attraverso le malattie del corpo e anche in questo caso ho indagato riferendomi al periodo di vita che stavo vivendo. Pensando che sicuramente la malattia mi ha permesso una lunga pausa dall’attività sessuale, subito ho avvertito un forte disagio perché in effetti da qualche mese provavo, a volte, un senso di fastidio agli approcci da parte del mio compagno e notavo quanto fosse difficile per lui accettare i miei tentativi di glissare alle sue proposte.
Da un lato vivevo il senso di colpa e dall’altro non riuscivo a superare l’impasse. Si era creata una situazione imbarazzante ed entrambi vivevamo il disagio senza riuscire a esprimerlo.
Ecco che la malattia è venuta in aiuto e attraverso l’elaborazione personale prima e successivamente quella di coppia abbiamo potuto comprendere cosa stava succedendo e quali difficoltà stavano compromettendo il nostro rapporto, riattivando così nuove energie.
È proprio vero, la malattia non è solo portatrice di male, ma se si è in grado di fermarsi a riflettere su quanto ci vuole comunicare, diventa momento di crescita non solo personale e come in questo caso anche di coppia!