Miti d'oggi (1): La mucca pazza
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Sul morbo della "mucca pazza", in gergo "encefalopatite spungiforme bovina" (BSE), una malattia neurodegenerativa causata da una proteina mutante, resa tale dall’utilizzo indiscriminato e criminale di farine animali, per animali che sono sempre stati erbivori, si è ormai detto tutto quello che, allo stato attuale delle conoscenze scientifiche, si poteva dire. Ma guardando il fenomeno nel suo complesso, in una visione simbolico-evolutiva, ci appare immediatamente come il sintomo di un processo degenerativo in corso nell’attuale società occidentale del benessere.
Quattro ci sembrano i nuclei simbolici maggiormente significativi che si sono attivati in questo processo: la mucca, il cervello, la proteina, l'alimentazione.
In quasi tutte le culture antiche, la mucca è l’animale simbolo della Grande Madre e di tutte le dee lunari che la rappresentano nel suo aspetto di nutrice, del potere produttivo della terra, della procreazione e dell’istinto materno. Vacca celeste, vacca primordiale, vacca sacra ancora oggi in India. Tutti aspetti della psiche, della natura, del mondo e della vita in generale, che l’uomo fa impazzire! Ed è una degenerazione che colpisce il cervello, quindi la mente, quindi il soggetto umano nella sua principale prerogativa, che è quella di essere strumento della conoscenza universale.
Ma sembra che l’uomo per conoscere debba distruggere, dimostrandosi l’animale più antieconomico del mondo, perché volendo avere tutto per sé, concentrando sul solo punto umano (antropocentrismo fondato su egocentrismo) l’enorme ricchezza del potenziale evolutivo dell’essere, che ha proprio nella proteina il suo fondamento biologico, s’inflaziona e deflagra, portando la mutazione proteica al crollo delle barriere filogenetiche (il sistema immunitario) da cui dipende la sopravvivenza di ogni singolo sistema vivente.
Infine l’alimentazione. Alla nascita, il mondo, rappresentato inizialmente dalla madre, ci accoglie amorevolmente nutrendoci. E il mondo, così incorporato, diventa parte di noi, così che se il mondo è sano e buono, anche noi possiamo esserlo. Ma ora la nutrice si presenta con un volto oscuro, maligno, perverso. È diventata come la matrigna di Biancaneve che ci porge la mela avvelenata. Veleno che le abbiamo inconsciamente fornito noi, facendola per questo impazzire; veleno, però, che se non supera la dose letale può ancora essere benefico, se ne capiamo la lezione. Ma, sempre in riferimento alla favola, occorre che arrivi un "principe" che ci svegli con un bacio, cioè un nuovo "principio": un pensiero nuovo con una parola nuova.

© Baldo Lami

* Articolo pubblicato su Letture Contemplative (Rivista di analisi e sintesi psicospirituale) N. 6, Milano 2000


Autore: Baldo Lami - data: 2000-11-30 tag: muccapazza mitid'oggi

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