Il taglio a croce del soggetto
di Silvia Montefoschi
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Gesù non commette regicidio, anzi sacrifica se stesso per amore del padre. È in questo sacrificio che si nasconde e si rivela il senso della redenzione.

Ma anche Gesù compie un atto di rottura: egli stesso dice di essere venuto a portare la spada e non la pace. 

Ma la rottura, il taglio e infine la ferita che la spada produce, li produce all’interno, non all’esterno del soggetto conoscente, aprendo così nell’uomo il dissidio con se stesso, imponendogli il sacrificio della croce.

E cos’è che sulla croce l’uomo Gesù sacrifica facendosi così Cristo, simbolo egli stesso dell’atto sacrificale?

L’oggetto sacrificale è la presunzione di esaurire nella coscienza personale la conoscenza del “tutto”, presunzione che imprigionò Adamo nel limite del particolare.

È questo particolare che Gesù mostra doversi sacrificare per amore dell’universale, perché così soltanto è possibile recuperare l’essenza del particolare stesso come momento della totalità che lo trascende.


Brano tratto da Il sistema uomo. Catastrofe e rinnovamento di Silvia Montefoschi, Cortina, Milano 1985, p. 73.

L’immagine è un particolare dell’opera Cru­ci­fix­ion (Cor­pus Hyper­cubus) di Sal­vador Dalí del 1954.


Autore: Silvia Montefoschi - data: 2019-06-09 tag: Soggetto, Gesù Cristo, Croce

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